La Storia di Civitaretenga: Un Viaggio tra Medioevo e Memoria
The History of Civitaretenga: A Journey through the Middle Ages and Memory
- 02 Giu 2025
Civitaretenga, una piccola frazione del comune di Navelli in provincia dell’Aquila, rappresenta un esempio affascinante di come i piccoli borghi italiani possano custodire tesori storici e culturali di inestimabile valore.
Le Origini Medievali e la Presenza Longobarda
La storia di Civitaretenga affonda le sue radici nel periodo longobardo. I Longobardi, un popolo germanico che invase l’Italia nel VI secolo, ebbero un impatto significativo sull’organizzazione territoriale dell’Abruzzo. Durante il loro dominio, molti piccoli centri fortificati vennero fondati o consolidati, inclusa Civitaretenga. I Longobardi erano noti per il loro sistema di organizzazione territoriale basato sui “gastaldati”, distretti amministrativi governati da un “gastaldo”. Questa struttura era essenziale per il controllo del territorio e per la gestione delle risorse. Civitaretenga, grazie alla sua posizione strategica, divenne un punto di rilevanza all’interno di questo sistema.
La presenza longobarda a Civitaretenga è evidenziata da vari elementi architettonici e toponomastici. Ad esempio, le caratteristiche delle fortificazioni e alcune strutture religiose del borgo mostrano influenze architettoniche tipiche dei Longobardi, come l’uso di archi a tutto sesto e di pietra locale lavorata con tecniche specifiche. Inoltre, i toponimi locali e alcune tradizioni ancora vive possono essere ricondotti all’epoca longobarda, suggerendo una continuità culturale e storica che ha lasciato un segno profondo nella comunità.
Il Ghetto Ebraico

Uno degli aspetti più affascinanti della storia di Civitaretenga è la presenza di un ghetto ebraico, insediatosi nel borgo probabilmente già nel XIV secolo. La comunità ebraica trovò in Civitaretenga un luogo favorevole per stabilirsi, grazie alle opportunità economiche offerte dal commercio della lana e dello zafferano.
Il ghetto di Civitaretenga, noto per le sue caratteristiche architettoniche e urbanistiche, si sviluppava attorno a una via e una piazzetta, oggi conosciute come Via Guidea e piazza Guidea. Gli edifici del ghetto erano impreziositi da elementi lapidei finemente lavorati, portali in pietra e strutture architettoniche di pregio, che testimoniano la ricchezza e l’importanza della comunità ebraica nel borgo.
All’interno del ghetto, gli ebrei conducevano una vita relativamente autonoma, con le proprie istituzioni religiose e sociali. La sinagoga, situata nel monumentale Palazzo Perelli, era il centro della vita religiosa e comunitaria. Nonostante le restrizioni imposte dalle autorità cristiane, la comunità ebraica riuscì a mantenere vive le proprie tradizioni e a contribuire significativamente alla vita economica e sociale del borgo.
La scelta di Civitaretenga come luogo di insediamento della comunità ebraica può essere attribuita a vari fattori. In primo luogo, la posizione strategica del borgo, vicino ai tratturi utilizzati per la transumanza delle pecore, facilitava il commercio della lana. Inoltre, la coltivazione dello zafferano, introdotta nella regione già nel XIII secolo, rappresentava un’importante fonte di reddito. Questi fattori economici, uniti alla protezione offerta dai signori locali, resero Civitaretenga un luogo ideale per gli ebrei, che cercavano opportunità di stabilità e prosperità.
Il periodo di prosperità della comunità ebraica a Civitaretenga fu interrotto dall’editto di espulsione del 1510 emanato dal Regno di Napoli. Questo editto, che ordinava l’espulsione degli ebrei dai territori del regno, segnò la fine della presenza ebraica nel borgo. Le tracce della loro presenza furono cancellate, e le denominazioni delle strade furono cambiate da “Via Giudea” e “Piazza Giudea” a “Via Guidea” e “Piazza Guidea”.
Nonostante l’espulsione, alcune testimonianze architettoniche della presenza ebraica sono rimaste visibili nei secoli successivi. Ad esempio, alcuni simboli ebraici sono ancora presenti sui portali delle abitazioni, sebbene molti siano stati sostituiti con simboli cristiani, come il trigramma IHS caro a San Bernardino da Siena.
Negli ultimi anni, Civitaretenga ha intrapreso un importante progetto di ristrutturazione per preservare e valorizzare il proprio patrimonio storico. Il ghetto ebraico, danneggiato dal terremoto del 2009, è stato dichiarato di interesse culturale dalla Soprintendenza, e sono stati stanziati fondi per la sua ristrutturazione.
L’obiettivo di questi lavori è restituire alla comunità e ai visitatori un luogo che possa essere simbolo di convivenza tra popoli e di memoria delle persecuzioni subite dagli ebrei. La Fondazione Silvio Salvatore Sarra e altre istituzioni locali stanno lavorando per documentare e preservare le testimonianze della presenza ebraica a Civitaretenga, al fine di impedire che questa importante parte della storia locale venga dimenticata.
Conclusioni
Civitaretenga rappresenta un esempio affascinante di come la storia di piccoli borghi possa offrire una finestra sul passato e sulle dinamiche sociali, economiche e culturali che hanno plasmato il nostro presente. La presenza longobarda e la storia del ghetto ebraico di Civitaretenga, con le sue vicende di prosperità e persecuzione, ci ricordano l’importanza di preservare la memoria storica e di promuovere la convivenza e il rispetto tra diverse comunità. Attraverso i progetti di ristrutturazione e valorizzazione, Civitaretenga si prepara a riaffermarsi come un luogo di memoria e di riflessione per le generazioni future.
Fonti
- Giorno della memoria, alla scoperta del ghetto ebraico di Civitaretenga. [News-Town](https://old.news-town.it/cultura-e-societa/19888-giorno-della-memoria,-alla-scoperta-del-ghetto-ebraico-di-civitaretenga.html)
- L’antico ghetto ebraico verso la rinascita. [Il Centro](https://www.ilcentro.it/l-aquila/l-antico-ghetto-ebraico-verso-la-rinascita-1.2413254)
- Il Ghetto di Civitaretenga aspetta la ristrutturazione. [Il Centro](https://www.ilcentro.it/l-aquila/il-ghetto-di-civitaretenga-aspetta-la-ristrutturazione-1.2413255)
- Immagini fotografiche: ZED PROGETTI srl – riproduzione riservata
Arch. Lucilla Casti Caroli
Civitaretenga, a small hamlet in the municipality of Navelli in the province of L’Aquila, is a fascinating example of how small Italian villages can hold historical and cultural treasures of inestimable value.

