Normativa italiana sulle strutture ed edifici degli anni ’50
Italian regulations on structures and buildings from the 1950s
- 02 Giu 2025
L’evoluzione della normativa italiana relativa alla parte strutturale delle costruzioni rispecchia lo sviluppo tecnico e culturale nel campo dell’ingegneria civile. Di seguito, un elenco cronologico delle principali normative strutturali italiane:
- 1909: Istituzione dei primi regolamenti tecnici per la costruzione con criteri antisismici, seguiti dai terribili eventi sismici di Messina e Reggio Calabria.
- 1937: Introduzione del “Regolamento per la costruzione degli edifici in cemento armato”, (R. D. 16 novembre 1939-XVIII, n. 2229), che forniva le prime indicazioni ufficiali per l’utilizzo del calcestruzzo armato.
- 1962: Pubblicazione delle “Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche” (L. 1684/62), che segnano un importante passo avanti nella considerazione della risposta sismica delle strutture.
- 1974: Emanazione dei “Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche”, (L. 64/1974) aggiornavano e integravano le norme del 1937.
- 1975: Pubblicazione del “Decreto Ministeriale 3 marzo 1975“, che definisce le norme tecniche per costruzioni da realizzarsi in zone simiche con riferimento all’art. 3 della citata L. 64/1974
- 1984: Pubblicazione del “Decreto Ministeriale 19 giugno 1984“, che aggiorna le norme tecniche per costruzioni da realizzarsi in zone simiche
- 1986: Pubblicazione del “Decreto Ministeriale 24 gennaio 1986“, che aggiorna le norme tecniche per costruzioni da realizzarsi in zone simiche
- 1996: Pubblicazione del “Decreto Ministeriale 9 gennaio 1996“, che introduce significativi aggiornamenti tecnici per le strutture in calcestruzzo armato, acciaio, legno, e muratura, nonché nuovi criteri di progettazione sismica.
- 2003: Emanazione dei “Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica” (Ordinanza P.C.M. 3274/2003), che rappresentano un importante aggiornamento per la progettazione, costruzione e ristrutturazione degli edifici in aree ad alto rischio sismico.
- 2005: Introduzione dell’Ordinanza P.C.M. 3431, che aggiorna l’Ordinanza del 2003, ponendo maggiore enfasi sulla valutazione e mitigazione del rischio sismico per le costruzioni esistenti.
- 2008: Pubblicazione delle “Nuove norme tecniche per le costruzioni” (NTC 2008 – DM 14 gennaio 2008), che integrano e sostituiscono le precedenti normative, introducendo i principi degli Eurocodici e avanzando notevolmente il quadro normativo per la progettazione strutturale in Italia.
- 2018: Aggiornamento delle NTC con il “Decreto Ministeriale 17 gennaio 2018“, che rappresenta l’attuale standard normativo per la progettazione strutturale delle costruzioni in Italia. Le NTC 2018 comprendono criteri dettagliati per la progettazione, verifica e qualificazione delle strutture in diversi materiali, includendo aspetti innovativi come la progettazione per la durabilità e l’uso di materiali e tecniche costruttive avanzate.
Questi documenti normativi hanno segnato le tappe fondamentali nello sviluppo delle tecniche costruttive e dei criteri di sicurezza strutturale in Italia, rispondendo all’evoluzione delle esigenze sociali, tecniche e scientifiche.
Da quello che si osserva è che la normativa presenta un aggiornamento significativo circa ogni dieci anni ed il periodo più lungo dell'”età moderna” senza aggiornamenti si ha tra il 1937 e il 1962. Considerando il 1950 come anno intermedio di riferimento, si può considerare che, in quegli anni, in Italia, il metodo di calcolo utilizzato per progettare le strutture in cemento armato era basato sulle “Istruzioni per il progetto e l’esecuzione delle opere in cemento armato” emanate con il citato Regio Decreto del 16 novembre 1939, n. 2229. Queste norme, comunemente note come “Regolamento del 1939”, rimasero in vigore fino all’introduzione di nuove normative nel corso degli anni ’70.
Il Regolamento del 1939 introdusse principi fondamentali per la progettazione, l’esecuzione e il controllo delle opere in cemento armato, tra cui:
- Verifica delle sezioni: Il calcolo delle sezioni era basato sulla verifica della resistenza agli sforzi sollecitanti (momento flettente, sforzo normale, taglio, ecc.), utilizzando formule che consideravano le proprietà del materiale (calcestruzzo e acciaio) e le dimensioni delle sezioni trasversali degli elementi strutturali.
- Stati limite: Anche se il concetto di “stati limite” come lo intendiamo oggi non era ancora formalmente definito, il regolamento richiedeva implicitamente di considerare condizioni di sicurezza per evitare il collasso della struttura o danneggiamenti eccessivi sotto carichi eccezionali.
- Metodo delle tensioni ammissibili: Il calcolo era effettuato secondo il metodo delle tensioni ammissibili, che limitava le tensioni nell’acciaio e nel calcestruzzo ai valori ammissibili sotto carico di servizio, per garantire sia la sicurezza che il buon funzionamento strutturale sotto carichi attesi durante la vita dell’opera.
- Coefficiente di sicurezza: Venivano applicati coefficienti di sicurezza sia per i carichi che per i materiali, al fine di tenere conto delle incertezze sui carichi applicati e sulla resistenza dei materiali.
- Criteri costruttivi: Il regolamento includeva anche prescrizioni relative alla realizzazione delle opere, come il posizionamento dell’armatura, il confezionamento e la cura del calcestruzzo, e i requisiti minimi per le dimensioni degli elementi strutturali.
Questo approccio rimase la base per la progettazione delle strutture in cemento armato in Italia fino all’adozione delle norme tecniche più moderne negli anni successivi, che introdussero concetti più evoluti come il metodo degli stati limite e la progettazione basata sulla performance.
Una struttura in cemento armato progettata in Italia nel 1950, seguendo le normative dell’epoca, presenta un livello di sicurezza inferiore rispetto a quello previsto dalle ultime normative italiane sulle strutture, quali le NTC 2018. Questa differenza di sicurezza può essere attribuita a vari fattori:
- Materiali e tecnologie: Le proprietà dei materiali (calcestruzzo e acciaio) utilizzati nel 1955 differiscono significativamente da quelli odierni, sia in termini di resistenza che di durabilità. Inoltre, le tecniche costruttive e le tecnologie di progettazione si sono evolute, portando a strutture più affidabili e performanti.
- Metodi di calcolo: Nel 1950, i metodi di calcolo erano basati sulle tensioni ammissibili, che tendono a essere più conservativi e meno precisi dei moderni metodi basati sugli stati limite, i quali offrono una migliore comprensione del comportamento reale delle strutture sotto carico, permettendo una ottimizzazione della sicurezza e dell’uso dei materiali.
- Conoscenza del comportamento sismico: Le conoscenze sul comportamento delle strutture soggette ad azioni sismiche sono notevolmente migliorate. Le normative moderne includono requisiti specifici per la progettazione sismica, basati su studi dettagliati dei terremoti e delle loro conseguenze sulle costruzioni. Le strutture progettate secondo le normative più antiche potrebbero non soddisfare questi requisiti e quindi essere meno sicure in caso di sisma.
- Carichi applicati: Le normative moderne considerano scenari di carico più vari e realistici, inclusi carichi accidentali o eccezionali, che potrebbero non essere stati pienamente presi in considerazione nel 1950.
- Durabilità e manutenzione: Le NTC 2018 pongono maggiore enfasi sulla durabilità delle strutture e sulla necessità di manutenzione, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e la funzionalità nel lungo termine, aspetti che in passato potevano essere meno considerati.
Per valutare correttamente la sicurezza di una struttura esistente, è ovviamente necessaria un’analisi dettagliata da parte di un Tecnico, che potrebbe anche includere l’adeguamento agli standard attuali se necessario.
Ing. Vincenzo Lacker
The evolution of Italian regulations concerning the structural part of buildings reflects the technical and cultural development in the field of civil engineering.

