La ex Regia Fabbrica d’Armi – Terni (TR)
The former Royal Arms Factory - Terni (TR) - Italy
- 01 Nov 2025
La Fabbrica d’Armi di Terni ora PMAL (Polo di mantenimento armi leggere) a Terni (TR) costituisce un esempio significativo di sviluppo industriale e edilizio in Italia nel corso del tardo Ottocento e del Novecento.
Le origini ed il contesto insediativo
L’idea di istituire un impianto produttivo di armi a Terni risale già al 1862, poco dopo l’Unità d’Italia, quando si iniziarono a identificare possibili sedi lungo la valle del Nera, grazie alla presenza di risorse idrauliche e alla rete dei trasporti. L’area si trovava, infatti, in posizione strategica in quanto in posizione mediana nella penisola italiana lontana dalle coste e dai confini settentrionali ma comunque ben collegata dalla linea ferroviaria Ancona-Roma, da poco inaugurata. L’area presentava, inoltre, già un contesto produttivo affermato in quanto Terni, durenate il dominio pontificio era stata sede di due centri industriali, una zecca di stato, fondata nel 1797 ed un cotonificio, il Fonzoli, inaugurato nel 1846.
Il Comune di Terni cedette gratuitamente un’area di circa 76.000 m² per la nuova fabbrica. Un canale motore derivato dal Canale Nerino fu quindi costruito per fornire energia idraulica all’impianto, attraversando l’area dello stabilimento. L’investimento previsto per la costruzione fu di 2.180.000 lire dell’epoca (al cambio attuale circa 10.000.000 di euro).

Area di localizzazione – 1 – 1875

Area di localizzazione – 2 – 1872
Fase costruttiva iniziale e ampliamenti del complesso
La posa della prima pietra avvenne il 2 maggio 1875, officiata dal Ministro della Guerra Gen. Ricotti. Lo Stabilimento fu inaugurato nel 1880, iniziando ufficialmente la produzione nel 1881. Era costituito da un fabbricato principale (sull’attuale Via Benedetto Brin) e da sei laboratori ortogonali allo stesso, costruiti secondo un impianto razionale, in linea con le prassi dell’epoca: grandi spazi di fabbricazione, collegamenti diretti con officine meccaniche, montaggio, magazzini. Il complesso si chiudeva ortogonalmente al fabbricato principale con cancelli di accesso sui due lati Ovest ed Est.

Planimetria catastale – 3 – 10/09/1884
La tecnologia costruttiva impiegata risultava quella tipica di fine ‘800 costituita da:
- Strutture verticali: muratura portante in pietra con ricorsi in mattoni pieni e malta di calce, con spessori variabili da 45 a 70 cm.
- Coperture: in legno ed anche con capriate metalliche chiodate o bullonate in ferro dolce, spesso di provenienza francese o piemontese, per consolidamento, con orditure secondarie in legno o profilati.
- Tamponamenti: come le strutture verticali con finestrature alte ed archi ribassati in mattoni per garantire luce naturale e ventilazione.
- Pavimentazioni: mattoni posati a coltello o massetti cementizi lisciati, idonei alle macchine utensili.
Configurazione che ritroviamo ancora oggi negli edifici costituenti il complesso.

Particolari costruttivi – 4
Verso la fine dell’Ottocento l’impianto raggiunse una produzione significativa. Dal punto di vista edilizio, ciò comportò ampliamenti spaziali, incremento dei blocchi produttivi e l’adeguamento dei servizi (energia, acqua, viabilità interna). Lo stabilimento venne modificato nel 1911, quando furono installati macchinari più moderni e si costruì una centrale elettrica. Ed in particolare in concomitanza con la Prima Guerra Mondiale. È, quindi in questo periodo che si può ipotizzare lo spostamento sul fronte dei due cancelli di accesso (attuale posizione) con inglobamento di altri fabbricati correlato all’espansione sui lati Est ed Ovest. Espansione che si può considerare conclusa attorno al 1919.

Planimetria catastale – 5 – 09/03/1916
Infatti, terminata la Prima guerra mondiale, tra il 1919 ed il 1921, per mancanza di commesse, l’attività dello Stabilimento diminuì al limite della paralisi. Tale condizione fu superata con l’attività di ripristino di parti d’arma e con vari studi e trasformazione che permisero la piena ripresa dello Stabilimento e, tra il 1935 ed il 1940 il macchinario fu quasi per intero rinnovato. L’attività riprese con elevata intensità in correlazione con il secondo conflitto mondiale.
Impatto bellico, distruzione e ricostruzione edilizia
Durante la Seconda guerra mondiale Terni fu oggetto di numerosi bombardamenti, essendo nodo industriale strategico, e gran parte del tessuto edilizio produttivo, infrastrutturale e civile subì danni rilevanti, compreso il complesso in questione. La fase di ricostruzione edilizia dopo guerra comportò non solo il ripristino degli impianti produttivi, ma anche gli adeguamenti moderni: nuovi blocchi, ampliamenti, adeguamento delle strutture esistenti agli standard moderni. Dal punto di vista edilizio, ciò ha significato la riqualificazione di alcuni corpi di fabbrica, la conversione di spazi produttivi, l’introduzione di nuovi sistemi edilizi e tecnologici all’interno dello stabilimento correlati anche a nuove destinazioni d’uso.
Tale aggiornamento risulta però, nel complesso, rispettoso della struttura originaria riportando sino a noi un fondamentale esempio di archeologia industriale ancora pressoché integro e di notevole interesse storico ed architettonico.
Fonti
- Immagine di copertina: Archivio ZEDPROGETTI srl – ogni diritto riservato
- Immagini 1, 2 – Archivio di Stato di Terni – Mostra “1875-2025. 150 anni della ex Regia Fabbrica d’Armi di Terni”
- Immagini 3, 5 – Archivio di Stato di Terni
- Immagine 4 – “ms – Rivista sel Centro Studi Storici di Terni nuova serie, n. 47-48, anno XXV, 2016 – Industria e società durante la Grande Guerra”
- “La chiamavano Fabbrica d’Armi” – Marco Petrelli – Eclettica Edizioni
Ing. Paolo Croce- ZED PROGETTI srl
The Terni Arms Factory, in Terni (TR), is a significant example of industrial and building development in Italy during the late nineteenth and twentieth centuries, which has remained almost intact to this day.

