Coperture termoretraibili – intervenire sulle coperture al riparo dagli agenti atmosferici

Coperture termoretraibili – intervenire sulle coperture al riparo dagli agenti atmosferici

Heat-shrinkable covers – carrying out work on the roof whilst sheltered from the elements

Coperture termoretraibili – intervenire sulle coperture al riparo dagli agenti atmosferici

Le coperture provvisorie termoretraibili, note anche come “sistema Repetto” consentono di eseguire molte lavorazioni in quota in un ambiente protetto da pioggia, vento e neve. La loro efficacia dipende da una progettazione coordinata: il rivestimento modifica le azioni sulla struttura provvisionale, richiede uno smaltimento controllato dell’acqua e non sostituisce i sistemi anticaduta.

Perché proteggere le lavorazioni in copertura
Gli interventi sulle coperture sono fortemente condizionati dalle condizioni meteorologiche. Pioggia, vento, neve, umidità e temperature troppo basse possono interrompere le attività, compromettere la corretta applicazione dei materiali e aumentare i rischi per gli operatori.
Quando la copertura esistente viene rimossa, anche una precipitazione breve può raggiungere solai, murature, isolanti e ambienti interni. Una protezione provvisoria limita questa esposizione e rende più affidabile la programmazione delle fasi di cantiere.

Che cosa sono le coperture termoretraibili
Il sistema è generalmente composto da una struttura provvisoria, spesso integrata con il ponteggio perimetrale, sulla quale viene posato un film termoretraibile in polietilene. Le porzioni di telo vengono sovrapposte e saldate con aria calda, fino a formare una superficie sostanzialmente continua.
Il trattamento termico tende il rivestimento e ne riduce le pieghe. Rispetto a un telo tradizionale semplicemente legato al ponteggio, la membrana aderisce maggiormente alla struttura di sostegno. Aperture, accessi e attraversamenti impiantistici possono essere realizzati e sigillati in funzione dell’organizzazione del cantiere.

Principali applicazioni
• rifacimento di coperture piane o inclinate;
• recupero di edifici storici e strutture lignee;
• opere di impermeabilizzazione;
• rimozione e sostituzione dei manti;
• restauro di elementi sensibili all’acqua;
• lavorazioni che richiedono condizioni controllate di temperatura e umidità.
Il sistema è temporaneo e deve essere dimensionato in relazione alla durata del cantiere, alla geometria dell’edificio e alle condizioni ambientali previste.

I vantaggi per il cantiere
Il primo vantaggio è la continuità operativa. Un ambiente protetto riduce le interruzioni dovute alle precipitazioni e aiuta a rispettare la sequenza delle lavorazioni. La protezione assume particolare importanza durante la rimozione del manto esistente, quando le parti interne dell’edificio risultano più vulnerabili.
La copertura provvisoria può inoltre favorire il rispetto delle condizioni di posa indicate dai produttori di impermeabilizzanti, trattamenti del legno, malte e finiture. Non elimina tali prescrizioni, ma rende più semplice mantenere supporti e materiali al riparo dall’acqua.
• protezione dei materiali depositati in quota;
• contenimento di polveri e piccoli residui di lavorazione;
• minore esposizione diretta degli operatori al sole e alle precipitazioni;
• maggiore tutela delle parti dell’edificio non interessate dai lavori.

Il rivestimento modifica il comportamento del ponteggio
L’installazione di un rivestimento continuo non è una semplice operazione accessoria. Un ponteggio aperto lascia passare buona parte dell’aria; una struttura rivestita offre invece al vento una superficie molto più estesa. Le azioni trasmesse a montanti, giunti, controventi, appoggi e ancoraggi possono quindi aumentare sensibilmente.
La presenza di una copertura superiore richiede anche la valutazione dell’accumulo di acqua e, quando pertinente, della neve. Prima dell’installazione occorre verificare:
• la geometria complessiva della struttura;
• le caratteristiche e la resistenza degli ancoraggi;
• le azioni del vento in relazione al sito;
• le possibili pressioni e depressioni sull’involucro;
• la pendenza e il sistema di smaltimento dell’acqua;
• gli eventuali carichi da neve;
• le condizioni di montaggio, smontaggio e messa in sicurezza.
Quando la configurazione non rientra negli schemi autorizzati del ponteggio, è necessario predisporre uno specifico progetto firmato da un tecnico abilitato. La verifica deve comprendere anche collegamenti, ancoraggi e supporti del telo.

La protezione dalle intemperie non è un sistema anticaduta
La presenza dell’involucro può generare una sensazione di protezione, ma il telo non è un parapetto e non costituisce, di per sé, un sistema contro le cadute dall’alto.
Devono essere mantenute tutte le misure previste per l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori in copertura. In base alla valutazione dei rischi, possono essere necessari parapetti, reti di sicurezza, impalcati, sistemi di ancoraggio e dispositivi di protezione individuale.
Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce la priorità delle protezioni collettive rispetto a quelle individuali. L’INAIL indica parapetti provvisori e reti di sicurezza tra i mezzi più efficaci per eliminare o ridurre il rischio di caduta dall’alto.

Ventilazione temperatura e rischio di incendio
Un involucro relativamente chiuso modifica le condizioni dell’area di lavoro. L’irraggiamento solare può provocare un rapido aumento della temperatura interna, mentre alcune lavorazioni generano polveri, vapori o sostanze potenzialmente nocive.
La progettazione deve prevedere una ventilazione adeguata, naturale o meccanica, tenendo conto dei prodotti utilizzati e delle relative schede di sicurezza. Sono necessarie cautele specifiche in presenza di saldature, solventi, resine, apparecchi di riscaldamento o altre lavorazioni a caldo.
Anche la posa del telo richiede personale formato. Le saldature sono eseguite con attrezzature che producono aria ad alta temperatura: occorre controllare la presenza di materiali combustibili, predisporre gli estintori e definire procedure coerenti con la valutazione del rischio incendio.
Un telo chiuso può inoltre favorire la formazione di condensa. Il fenomeno va considerato soprattutto negli interventi sul legno, nelle applicazioni di prodotti igroscopici e nelle lavorazioni che richiedono supporti asciutti.

Smaltimento dell’acqua e controlli
La copertura provvisoria deve possedere pendenze sufficienti a evitare ristagni e deformazioni. Gronde e discendenti provvisori devono convogliare l’acqua verso punti idonei, senza scaricarla lungo le facciate o nelle aree di passaggio.
Foglie, residui e materiali di cantiere possono ostruire le linee di deflusso, mentre una saldatura danneggiata può causare infiltrazioni localizzate. Sono quindi opportune ispezioni periodiche e controlli straordinari dopo vento forte o precipitazioni intense.

Montaggio e smontaggio
Durante il montaggio la struttura è incompleta e il telo può comportarsi come una vela prima di essere definitivamente fissato. Nello smontaggio, la progressiva rimozione dei collegamenti modifica nuovamente la risposta dell’insieme.
La sequenza operativa deve essere definita prima dell’avvio delle attività e coordinata con il PiMUS, il Piano Operativo di Sicurezza e, quando previsto, il Piano di Sicurezza e Coordinamento. È opportuno stabilire le modalità di movimentazione dei rotoli, le aree interdette, i sistemi anticaduta per gli installatori, i limiti di vento e le procedure da applicare in caso di allerta meteorologica.

Conclusioni
Le coperture termoretraibili possono rendere più protetto e programmabile un cantiere esposto alle intemperie. Consentono di tutelare l’edificio e riducono il rischio che una precipitazione improvvisa danneggi le parti già realizzate.
La soluzione deve essere inserita nel progetto di cantiere. Vento, acqua, neve, ventilazione, rischio di incendio, accessi e sistemi anticaduta devono essere valutati insieme. Il coordinamento tra progettista, coordinatore della sicurezza, impresa affidataria, montatori e imprese esecutrici permette di lavorare sulla copertura al coperto senza introdurre rischi non controllati.

Fonti

Arch. Anselmo Santilli – ZEDPROGETTI srl

Temporary heat-shrinkable covers, also known as the ‘Repetto system’, enable a wide range of work to be carried out at height in an environment protected from rain, wind and snow. Their effectiveness depends on coordinated design: the covering alters the forces acting on the temporary structure, requires controlled water drainage and does not replace fall protection systems.