SABAUDIA – I PODERI DELLA BONIFICA
SABAUDIA – THE FARMS OF THE RECLAMATION
- 09 Lug 2025
Nel seguente articolo si riprendono precedenti scritti apparsi sul nostro sito aventi come tema la Bonifica delle Paludi Pontine, la grande opera di ingegneria eseguita negli anni ‘20 e ’30 del secolo scorso per prosciugare gli estesi acquitrini al tempo presenti nelle zone litoranee intorno a Terracina e Sabaudia. Si descrive in questo caso una visita diretta a un podere della Bonifica, trasformato oggi in parte in agriturismo. Si vuole constatare, nel caso particolare, cosa è rimasto di originale, dopo tanti anni, e quanto è stato invece trasformato, di quelle semplici e funzionali costruzioni del periodo architettonico Razionalista destinate ai coloni, per la coltivazione dei campi ricavati dall’opera di bonifica. La conclusione, come si deduce dalle immagini riportate, è che molto è stato modificato, ma la semplice e funzionale architettura delle case coloniche del tempo, in molte parti, è ancora adesso integra.

Fig. 1 Le Paludi Pontine e la Selva di Terracina – Prima delle opere di bonifica esisteva nella zona litoranea intorno al monte Circeo un’ampia zona caratterizzata da foreste, acquitrini e infestata dalla malaria

Fig. 2 La Selva – Una porzione dell’antica selva è conservata e costituisce l’attuale Parco Nazionale del Circeo, nel quale sono preservate porzioni dell’originario ecosistema

Fig. 3 La Palude – Un’immagine precedente all’opera di prosciugamento delle acque

Fig. 4 Le operazioni di bonifica – La costruzione di canali di raccolta delle acque che poi sfociavano in mare

Fig. 5 Pompe idrovore – Per condurre le acque stagnanti a mare furono utilizzati impianti idrovori – da “La terra promessa: Dalla palude alle Città di fondazione: 1934/2014” Terracina 2014


Fig. 6-7 La conquista della terra – Locandine d’epoca – In seguito alla Legge n. 3234 del 24 dicembre 1928 gran parte delle aree bonificate passò sotto il controllo diretto dello Stato, che lo delegò all’Opera Nazionale Combattenti

Fig. 8 Le case coloniche – Al centro dei vari poderi venivano costruite delle case coloniche. Le case si dividevano in diversi tipi, in figura è mostrata la tipologia 3 – Ai coloni veniva concesso un contratto di mezzadria con possibilità di riscatto.

Fig. 9 Stato attuale di una casa appartenente alla tipologia 3, oggetto di analisi diretta in questo articolo – L’edificio risulta, rispetto al disegno originario, ampiamente trasformato

Fig. 10 Un originario fienile, appartenete al podere in esame, oggi modificato in agriturismo

Fig. 11 Altra immagine del fienile trasformato in agriturismo

Fig. 12 Un altro fienile, sempre appartenente al podere, ancora in uno stato vicino all’originario

Fig. 13 All’interno del fienile sono conservati macchinari e strumenti risalenti al periodo della Bonifica

Fig. 14 I macchinari della Bonifica

Fig. 15 Stato attuale di una casa appartenente alla tipologia 3, oggetto di analisi diretta in questo articolo – L’edificio risulta, rispetto al disegno originario, ampiamente trasformato

Fig. 16 Altri fabbricati di servizio alla casa colonica – Lo stato degli stessi risulta in queste immagini poco modificato rispetto all’originario

Fig. 17 La porcilaia

Fig. 18 Un forno degli anni ’30 che non ha subito modifiche

Fig. 19 L’interno del forno

Fig. 20 La fertile campagna di Sabaudia come appare oggi e, sullo sfondo, il monte Circeo
Arch. Anselmo Santilli- ZED PROGETTI srl
The article picks up on previous writings that have appeared on our site on the subject of the Pontine Marshes Land Reclamation, the great engineering work carried out in the 1920s and 1930s to drain the extensive marshes that at the time existed in the coastal areas around Terracina and Sabaudia. Here we describe a direct visit to a land reclamation farm, now partly converted into an agritourism. The aim is to ascertain, in this particular case, what has remained of the original, after so many years, and how much has been transformed, of those simple and functional constructions of the Rationalist architectural period destined for the settlers, for the cultivation of the fields obtained from the reclamation work. The conclusion, as can be deduced from the images shown, is that much has been changed, but the simple and functional architecture of the farmhouses of the time, in many parts, is still intact.

