Il Palazzo di Via XX Settembre n. 10 – 12 a Genova

Il Palazzo di Via XX Settembre n. 10 – 12 a Genova

The building at 10–12 Via XX Settembre in Genoa - Italy

Il Palazzo di Via XX Settembre n. 10 – 12 a Genova

Il Palazzo di Via XX Settembre n. 10-12 a Genova (GE) si inserisce nel grande processo di trasformazione urbana che, tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, ridisegnò il centro di Genova attraverso l’apertura della nuova arteria di Via XX Settembre. Secondo la documentazione disponibile l’area venne acquistata dai fratelli Cerruti il 12 gennaio 1901 per 380.000 lire. La progettazione fu curata dall’Ing. Stefano Cuneo, mentre la costruzione venne affidata all’impresa G. Zuccarino. La richiesta di licenza edilizia fu presentata il 25 maggio 1901. La vicenda dell’edificio si lega anche alla precedente presenza dell’antica Chiesa della Pace e alle trasformazioni urbanistiche del quartiere. La consegna dell’area subì ritardi per l’occupazione di alcuni immobili residui da parte della Camera del Lavoro; ne derivò una controversia con il Comune di Genova, poi conclusa con il riconoscimento di un indennizzo ai proprietari per i danni legati alle demolizioni.

Il confronto con le prescrizioni igieniche dell’epoca
Uno degli aspetti interessanti della vicenda progettuale riguarda il confronto con gli uffici comunali.
L’Ufficio d’Igiene e la Commissione Edilizia espressero perplessità sulla configurazione dei cortili interni, lunghi e stretti, e sulla conseguente qualità abitativa di alcuni ambienti. Il progetto venne approvato soltanto a maggioranza, proprio perché alcuni appartamenti, in particolare quelli affacciati sui cortili più interni, potevano presentare condizioni non ottimali di illuminazione naturale e aerazione. L’autorizzazione venne poi concessa l’8 luglio 1901.

La pianta: sfruttamento del lotto e logica immobiliare
La forma del lotto impose una soluzione distributiva particolarmente articolata.
Per sfruttare quasi integralmente la superficie disponibile, il progettista adottò una configurazione assimilabile a una “E” rovesciata, generando due lunghi e stretti cortili interni aperti verso il retro.


Immagine da A.M. Nicoletti, Via XX Settembre a Genova – la costruzione della città tra Otto e Novecento – Sagep, Genova – 1993 – pag. 61

Da questa impostazione derivano corpi di fabbrica distinti ma coordinati, serviti da vani scala simmetrici. L’organizzazione interna riflette con chiarezza la logica immobiliare della Genova borghese di inizio Novecento.
Al piano terreno erano collocati negozi e attività commerciali lungo il fronte principale, mentre sul retro trovavano posto gli alloggi dei portieri e altri locali di servizio.
I piani superiori ospitavano quattro appartamenti per livello, serviti dai due vani scala. Le abitazioni variavano da sei fino a undici vani e comprendevano cucina, bagno, dispensa, guardaroba e una piccola stanza destinata alla servitù.
Gli appartamenti affacciati su Via XX Settembre godevano delle migliori condizioni di rappresentanza, luminosità e valore immobiliare. Le unità centrali, invece, risultavano organizzate attorno a lunghi corridoi ciechi e affacciavano prevalentemente sui cortili interni.
Questa impostazione, già oggetto di osservazioni da parte dei tecnici comunali nel 1901, è ancora oggi leggibile nella configurazione dell’edificio.

Il linguaggio architettonico
Il palazzo appartiene alla stagione dell’eclettismo genovese di inizio Novecento. Nella documentazione storica il progetto viene descritto come realizzato in stile tardo-romanico-gotico, detto anche “di transizione”.
La facciata principale presenta un apparato decorativo ricco e articolato: portali monumentali, archi acuti, colonne tortili, cordoni decorativi, basamento bugnato, modanature e coronamento superiore ad archetti pensili.

L’insieme restituisce un’immagine fortemente rappresentativa, coerente con il ruolo urbano di Via XX Settembre e con il gusto architettonico dell’epoca.
Un aspetto particolarmente interessante è la persistenza di alcuni stilemi decorativi nel linguaggio edilizio genovese dei decenni successivi. Elementi come capitelli lobati, decorazioni plastiche dei balconi, modanature articolate e motivi neomedievali non restano confinati agli edifici monumentali di inizio secolo, ma vengono ripresi, semplificati e reinterpretati anche in manufatti successivi, come i villini signorili degli anni Venti e Trenta del Novecento a Genova. In questo senso, il Palazzo di Via XX Settembre n. 10-12 può essere letto come parte di un repertorio decorativo più ampio, capace di influenzare non solo la grande edilizia urbana, ma anche, come configurazione ormai standardizzata nonché ripetitiva, l’architettura residenziale borghese dei decenni successivi.
Tra gli elementi di maggiore pregio architettonico del palazzo spiccano i portali di ingresso, veri e propri dispositivi scenografici attraverso i quali l’edificio manifesta il proprio carattere rappresentativo.

Il portale si sviluppa attraverso una composizione complessa che richiama il repertorio dell’architettura romanica e gotica italiana. L’apertura è incorniciata da un arco acuto fortemente strombato, arricchito da una successione di modanature e fasce decorative che ne accentuano la profondità e il rilievo plastico.
Particolarmente significative risultano le colonne tortili che fiancheggiano l’ingresso. La torsione dei fusti genera un effetto dinamico che contrasta con la massa muraria dell’edificio e conferisce al portale una forte identità visiva. Si tratta di un motivo decorativo di antica tradizione, reinterpretato secondo il gusto eclettico di inizio Novecento.
Le basi e i capitelli presentano una lavorazione accurata e contribuiscono a creare una transizione graduale tra il piano della strada e la ricchezza ornamentale dell’arco soprastante.
Osservando da vicino le decorazioni si nota inoltre la presenza di motivi geometrici e floreali stilizzati, inseriti all’interno delle fasce ornamentali che accompagnano lo sviluppo dell’arco. Tali elementi contribuiscono a rafforzare il richiamo al linguaggio medievale senza rinunciare a una sensibilità decorativa tipica della cultura architettonica del periodo.
Particolarmente interessanti sono anche i capitelli lobati e i motivi ornamentali presenti nella zona superiore delle colonne. Questi dettagli costituiscono uno degli elementi di continuità con parte dell’architettura residenziale genovese dei decenni successivi, dove forme analoghe verranno riprese e reinterpretate nei villini signorili degli anni Venti e Trenta.
Il richiamo al repertorio medievale genovese trova un riferimento naturale nel portale della Cattedrale di San Lorenzo. Le strombature dell’arco, la successione delle fasce decorative, il ruolo delle colonne laterali e la forte enfasi attribuita all’ingresso come elemento simbolico richiamano infatti, pur in scala e contesto completamente diversi, alcuni dei principi compositivi che caratterizzano il principale edificio religioso della città. Non si tratta naturalmente di una ripresa letterale, ma della rielaborazione di un linguaggio profondamente radicato nella tradizione architettonica genovese.
Dal punto di vista compositivo, il portale svolge una funzione fondamentale all’interno della facciata. Non rappresenta semplicemente un accesso all’edificio, ma un elemento gerarchico che segnala l’ingresso principale e contribuisce a scandire il ritmo del prospetto lungo Via XX Settembre.
La documentazione storica testimonia come proprio questi elementi decorativi abbiano generato discussioni con la Commissione Edilizia dell’epoca. La sporgenza delle colonne rispetto al filo della facciata richiese infatti una specifica autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico. Tale circostanza dimostra quanto il progetto attribuisse importanza al valore plastico e monumentale dell’ingresso. Ancora oggi il portale costituisce uno degli elementi meglio conservati e più significativi dell’edificio.

Le facciate: rappresentanza urbana e funzionalità interna
Una delle chiavi di lettura più efficaci del palazzo è il confronto tra le facciate esterne rivolte verso Via XX Settembre e quelle interne affacciate sui cortili.
Il prospetto principale ha un evidente carattere rappresentativo. È pensato per essere visto dallo spazio pubblico e per contribuire all’immagine monumentale della nuova arteria urbana.
Le facciate interne presentano invece un carattere molto più semplice e funzionale. I prospetti affacciati sui cortili sono privi dell’apparato decorativo del fronte principale e mostrano una composizione ordinata, basata sulla ripetizione regolare delle aperture e sulla scansione orizzontale dei piani.
Questi fronti interni permettono di leggere con maggiore chiarezza l’organizzazione reale dell’edificio: i vani scala, gli affacci secondari, i percorsi di distribuzione, i cortili stretti e profondi e gli spazi destinati alle funzioni di servizio.

Lettura costruttiva e strutturale
L’edificio è verosimilmente impostato su murature portanti e orizzontamenti tradizionali con elementi lignei e canniccio, e con impiego localizzato di putrelle metalliche nei punti maggiormente sollecitati. Particolarmente significativo è il ricorso alle putrelle metalliche in corrispondenza delle zone più caricate e delle botteghe del piano terreno, dove la presenza di luci più ampie richiedeva soluzioni strutturali più performanti.
Questa combinazione tra muratura portante, solai tradizionali ed elementi metallici localizzati testimonia il progressivo ingresso del ferro nell’edilizia ordinaria, pur all’interno di un impianto costruttivo ancora prevalentemente tradizionale.

Conclusioni
Il Palazzo di Via XX Settembre n. 10-12, soggetto a tutela ai sensi D.Lgs. 42/2004 dal 2006, non è soltanto un edificio storico di pregio, ma una testimonianza della Genova che, tra Ottocento e Novecento, costruiva la propria immagine moderna attraverso architettura, ingegneria e trasformazione urbana.
La sua facciata racconta l’ambizione rappresentativa della città borghese; le sue parti interne raccontano invece le logiche tecniche, distributive ed economiche che hanno guidato la costruzione dei grandi edifici urbani dell’epoca. Osservarlo oggi significa leggere un frammento importante della storia urbana genovese, ma anche riflettere sul tema, ancora attualissimo, della conoscenza e conservazione degli edifici storici.

Fonti

Ing. Paolo Croce- ZED PROGETTI srl

The building at Via XX Settembre 10–12 is part of the major urban transformation that, between the late 19th century and the early 20th century, reshaped the center of Genoa with the opening of the new thoroughfare, Via XX Settembre