Oltre il Costruire: La Necessità di Decostruire e Ripristinare il Verde nelle Città Contemporanee
Beyond Building: The Need to Deconstruct and Restore Green Spaces in Contemporary Cities
- 03 Lug 2026
Negli ultimi decenni, l’approccio allo sviluppo urbano è stato dominato da una logica additiva: costruire nuovi edifici, espandere le infrastrutture, saturare gli spazi disponibili. Tuttavia, di fronte alle sfide imposte dai cambiamenti climatici e dalla necessità di una reale sostenibilità ambientale, questo paradigma sta mostrando tutti i suoi limiti. La rigenerazione urbana moderna non può più limitarsi al solo “costruire”; deve necessariamente integrare i concetti di “decostruire” e “ripristinare a verde”. Questo articolo esplora l’importanza della demolizione selettiva, le implicazioni dell’economia circolare in edilizia e le direttive europee sul ripristino della natura negli ambienti urbani.
Il Paradosso del Consumo di Suolo in Italia
L’Italia si trova ad affrontare una situazione critica per quanto riguarda il consumo di suolo. Secondo i dati del Rapporto ISPRA-SNPA, il 2024 ha registrato un triste record con 78 km² di consumo di suolo netto, il valore più alto degli ultimi anni. Questa inarrestabile cementificazione non solo sottrae terreno agricolo e naturale, ma amplifica gli effetti nefasti dei cambiamenti climatici, come le ondate di calore e le alluvioni, a causa della ridotta permeabilità del suolo e dell’effetto “isola di calore urbana”. Per centrare l’obiettivo europeo di azzerare il consumo di suolo netto entro il 2050, è imperativo un cambio di rotta. Non è più sostenibile continuare a costruire su suolo vergine (greenfield); l’attenzione deve spostarsi sul recupero delle aree già urbanizzate (brownfield), promuovendo interventi di rigenerazione che includano la rimozione di strutture obsolete e il ripristino di aree naturali.
La Demolizione Selettiva: Il Primo Passo verso l’Economia Circolare
La transizione verso un’economia circolare nel settore delle costruzioni passa inevitabilmente attraverso la “demolizione selettiva” (o decostruzione). A differenza della demolizione tradizionale, che produce un ammasso indifferenziato di macerie destinate spesso alla discarica, la demolizione selettiva è un processo metodico di smontaggio che mira a separare i materiali per frazioni omogenee, massimizzandone il potenziale di riutilizzo e riciclo. In Italia, i rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) rappresentano circa il 51% del totale dei rifiuti speciali prodotti, per un volume che supera gli 81 milioni di tonnellate annue. Attualmente, il tasso di recupero di questi materiali si attesta intorno all’81%, superando l’obiettivo europeo del 70% [4]. Tuttavia, come evidenziato da studi recenti condotti dal Politecnico di Milano, la piena valorizzazione degli aggregati riciclati è ancora ostacolata da barriere tecniche e di mercato.
| Tipologia di Demolizione | Obiettivo Principale | Destinazione dei Materiali | Impatto Ambientale |
| Demolizione Tradizionale | Abbattimento rapido della struttura | Prevalentemente discarica o riempimento di bassa qualità | Elevato (produzione di polveri, rumore, spreco di risorse) |
| Demolizione Selettiva | Recupero e valorizzazione dei componenti | Riciclo di alta qualità e riutilizzo diretto | Ridotto (economia circolare, riduzione emissioni CO2) |
Sebbene la demolizione selettiva comporti costi iniziali leggermente superiori e tempi operativi più lunghi, i benefici a lungo termine in termini di sostenibilità ambientale e riduzione dell’impronta carbonica dell’edificio sono innegabili.
La “Nature Restoration Law” e la Sfida del Verde Urbano
La demolizione di edifici obsoleti o dismessi non deve necessariamente tradursi in nuove costruzioni. Una prospettiva innovativa e necessaria è la “de-impermeabilizzazione” (depaving) e la restituzione di questi spazi alla natura. Questo concetto è stato recentemente codificato a livello europeo con l’approvazione della Nature Restoration Regulation (Regolamento UE 2024/1991). Questa normativa storica introduce obiettivi quantitativi vincolanti per il ripristino degli ecosistemi urbani. L’Articolo 8 del Regolamento stabilisce che, entro il 2030, gli Stati membri dovranno garantire l’assenza di perdita netta di spazi verdi urbani e di copertura arborea rispetto ai livelli del 2024. Dal 2031, è previsto un incremento progressivo di entrambe le componenti fino al raggiungimento di livelli soddisfacenti.
Benefici delle Soluzioni Basate sulla Natura (Nature-Based Solutions)
Il ripristino del verde urbano attraverso Nature-Based Solutions (NbS) offre molteplici vantaggi sistemici:
- Mitigazione Climatica: La vegetazione riduce le temperature superficiali e dell’aria, contrastando l’effetto isola di calore.
- Gestione delle Acque Meteoriche: I suoli permeabili e le infrastrutture verdi (come i giardini della pioggia) rallentano e filtrano il deflusso delle acque, riducendo il rischio di allagamenti urbani.
- Salute e Benessere: L’accesso agli spazi verdi migliora la qualità dell’aria e ha effetti positivi comprovati sulla salute mentale e fisica dei cittadini.
Città europee all’avanguardia stanno già implementando queste strategie. A Barcellona, ad esempio, la creazione dei “superblocchi” (Superilles) ha ridotto il traffico veicolare aumentando le superfici permeabili e le alberature, portando a una diminuzione della temperatura media locale di 1-2 °C [7]. In Italia, il Comune di Bologna ha avviato progetti di rigenerazione che prevedono la rimozione di asfalto e cemento per far spazio a nuovi alberi e sistemi naturali di gestione delle acque [6].
Conclusioni: Un Nuovo Paradigma per i Progettisti
Per i professionisti del settore, ingegneri, architetti e urbanisti, la sfida è chiara: la progettazione urbana deve evolversi. Non si tratta più solo di concepire nuovi volumi, ma di orchestrare il ciclo di vita dell’ambiente costruito. Questo significa progettare edifici smontabili (Design for Disassembly), pianificare attentamente le fasi di demolizione selettiva e, soprattutto, avere il coraggio di proporre il “vuoto verde” come alternativa al “pieno costruito”.
Fonti
- Agenda Tecnica. “Consumo di suolo – il Rapporto ISPRA 2025”. https://www.agendatecnica.it/wp/2025/consumo-di-suolo-il-rapporto-ispra-2025/
- Edilportale. “Consumo di suolo zero al 2050: la Camera approva la legge”. https://www.edilportale.com/news/2016/05/ambiente/consumo-di-suolo-zero-al-2050-la-camera-approva-la-legge_51881_52.html [3]
- BibLus ACCA. “Demolizione selettiva, cos’è e quali sono gli obiettivi”. https://biblus.acca.it/demolizione-selettiva/
- ANCE. “Rifiuti da costruzione e demolizione: in aumento le percentuali di riciclo dell’Italia”. https://ance.it/2025/07/rifiuti-da-costruzione-e-demolizione-in-aumento-le-percentuali-di-riciclo-dellitalia/
- AWARE – Politecnico di Milano. “Economia circolare e decarbonizzazione nelle costruzioni: il ruolo della demolizione selettiva”. https://www.aware.polimi.it/en/economia-circolare-e-decarbonizzazione-nelle-costruzioni-il-ruolo-della-demolizione-selettiva/
- SISEF. “Nature Restoration Regulation: la sfida del verde nelle città europee”. https://sisef.org/2026/03/12/nature-restoration-regulation-la-sfida-del-verde-nelle-citta-europee/ [
- Accademia dei Georgofili. “Il ripristino degli ecosistemi urbani alla luce del Regolamento sul ripristino della Natura”. https://www.georgofili.info/contenuti/il-ripristino-degli-ecosistemi-urbani-alla-luce-del-regolamento-sul-ripristino-della-natura/31035
Arch. Anselmo Santilli – ZEDPROGETTI srl
In recent decades, the approach to urban development has been dominated by an additive logic: constructing new buildings, expanding infrastructure, and filling available spaces to capacity. However, in the face of the challenges posed by climate change and the need for true environmental sustainability, this paradigm is revealing its limitations. Modern urban regeneration can no longer be limited to “building” alone; it must necessarily incorporate the concepts of “deconstructing” and “restoring to green.” This article explores the importance of selective demolition, the implications of the circular economy in construction, and European directives on restoring nature in urban environments.

