La fondamentale importanza dell’imbracatura del carico tramite gru
The vital importance of securing loads with a crane sling
- 11 Ott 2026
Peso, baricentro, accessori e procedure per la sicurezza delle operazioni di sollevamento
Un carico può cadere anche quando la gru funziona correttamente e il suo peso rientra nella portata della macchina. Una braca tagliata da uno spigolo, un punto di presa inadeguato o un fascio di materiali che scivola possono compromettere l’intera operazione. L’imbracatura è il collegamento attraverso il quale il carico viene sostenuto e controllato: la sua scelta e la sua esecuzione sono fondamentali per proteggere chi lavora nelle vicinanze.
In cantiere, l’aggancio al gancio della gru può sembrare un’attività semplice e ripetitiva. In realtà richiede di conoscere il carico, verificare gli accessori e organizzare la movimentazione fino al deposito finale. La sicurezza del sollevamento dipende dalla compatibilità di tutti questi elementi.
Conoscere il peso e il baricentro
Prima di scegliere l’imbracatura occorre determinare la massa del carico attraverso dati del produttore, documenti di trasporto, pesatura o calcoli attendibili. Una stima approssimativa diventa particolarmente rischiosa con manufatti compositi, materiali bagnati, contenitori con residui o componenti di cui non si conosce la composizione. Nella verifica della gru devono essere conteggiate anche le masse degli accessori sospesi, secondo il manuale della macchina e il relativo diagramma di carico.
È altrettanto necessario individuare il baricentro. Il gancio deve essere posizionato sulla sua verticale e il sistema di presa deve assicurare la stabilità del carico. Se il peso è distribuito in modo asimmetrico, i bracci dell’imbracatura possono essere caricati diversamente: dividere semplicemente il peso per il numero delle brache porta a una valutazione errata. Un carico che si inclina al distacco da terra deve essere riappoggiato e imbracato nuovamente.
Scegliere accessori adatti al carico
Brache tessili, funi di acciaio e catene hanno caratteristiche e limiti diversi. Le brache tessili possono proteggere superfici delicate, ma sono sensibili a tagli, calore e determinate sostanze chimiche. Funi e catene richiedono comunque la verifica di usura, deformazioni, compatibilità ambientale e raggi di curvatura. La scelta deve seguire le istruzioni del fabbricante e le condizioni effettive della lavorazione.
La WLL, ossia il carico massimo di utilizzazione, deve essere leggibile e riferita alla configurazione adottata. La capacità cambia passando dalla presa diretta alla presa a strozzo o a cesto e varia con l’inclinazione dei bracci. Il colore di una fascia, da solo, non consente di verificare l’idoneità dell’intero sistema. Anche ganci, grilli, anelli e punti di sollevamento devono essere compatibili per portata, dimensioni e direzione delle sollecitazioni.
Perché l’inclinazione delle brache cambia lo sforzo
Quando due bracci si allargano, ciascuno deve sviluppare una trazione maggiore per sostenere lo stesso peso. Aumentano inoltre le componenti orizzontali applicate ai punti di presa, con possibili effetti di compressione o deformazione del manufatto. È quindi essenziale distinguere l’angolo di ciascun braccio rispetto alla verticale dall’angolo complessivo compreso tra i due bracci.
Per un carico simmetrico, fermo e sostenuto da due bracci uguali, la trazione in ciascun braccio si esprime come T = P / (2 × cos β), dove P è la forza peso e β l’angolo del singolo braccio rispetto alla verticale. L’angolo tra i due bracci è pari a 2β.
Esempio didattico con un carico di massa 1.000 kg, corrispondente a una forza peso di circa 9,81 kN
| Angolo β dalla verticale | Angolo tra i bracci | Trazione in ogni braccio |
| 0° | 0° | 4,91 kN |
| 30° | 60° | 5,66 kN |
| 45° | 90° | 6,94 kN |
| 60° | 120° | 9,81 kN |
Il valore a 0° rappresenta il riferimento teorico con bracci verticali. A 60° dalla verticale, ciascun braccio sopporta una trazione pari all’intera forza peso del carico. I valori escludono effetti dinamici, asimmetrie e riduzioni dovute al tipo di presa: illustrano il fenomeno e non sostituiscono le tabelle di portata del fabbricante.
La guida Suva (ex Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni) sulle dieci regole vitali indica di non superare 60° rispetto alla verticale. Eventuali limiti più restrittivi del fabbricante devono essere rispettati. Non bisogna confondere questo limite con 60° complessivi tra i bracci. Quando la geometria richiede aperture eccessive, occorre valutare un bilancino o una traversa progettati per il sollevamento previsto.
Quattro bracci non significano quattro quote uguali
Un’imbracatura a quattro bracci non garantisce che ognuno sostenga il 25% del peso. Differenze di lunghezza, posizione dei punti di aggancio e rigidità del carico possono concentrare lo sforzo su tre o persino due bracci. La portata dell’insieme deve essere verificata con le indicazioni del fabbricante e con la distribuzione effettiva delle azioni. Nei sollevamenti complessi occorre definire una configurazione specifica e, quando necessario, sistemi di equilibratura.
Proteggere le brache e verificare i punti di presa
Uno spigolo vivo può tagliare una fascia anche durante il primo sollevamento. Occorrono protezioni idonee al materiale, allo spigolo e alla pressione di contatto, sistemate in modo che rimangano in posizione. Un ritaglio di materiale improvvisato non offre una protezione verificabile.
I punti di sollevamento predisposti sul manufatto vanno impiegati secondo le istruzioni del produttore. Maniglie, fili di legatura, reggette da imballaggio e fori scelti casualmente non possono essere assunti come punti di presa. Se questi mancano, la modalità di aggancio deve essere definita con accessori e verifiche adeguati al carico.
Controllare gli accessori prima di ogni utilizzo
Il controllo prima dell’impiego deve riguardare tutto il sistema, compresi collegamenti e dispositivi di chiusura dei ganci. Sono segnali di non idoneità etichette mancanti o illeggibili, tagli e cuciture danneggiate, fili rotti, schiacciamenti, corrosione, maglie deformate, cricche e danni da calore o sostanze chimiche. In presenza di dubbi l’accessorio deve essere tolto dal servizio e sottoposto a valutazione competente, evitando che venga riutilizzato per errore.
Il controllo immediato si affianca ai controlli periodici e alla manutenzione previsti per l’accessorio. Frequenza e criteri devono tenere conto delle istruzioni del fabbricante, dell’intensità d’uso e dell’ambiente di lavoro. Gli esiti devono essere documentati secondo le disposizioni applicabili. Conservare le brache correttamente evita danni che possono rimanere nascosti fino al sollevamento successivo.
Dal primo distacco da terra al deposito finale
La movimentazione va preparata individuando percorso, ostacoli, interferenze, condizioni meteorologiche e area di deposito. Quest’ultima deve avere portata sufficiente, appoggi adatti e spazio per sganciare il carico senza esporre mani e piedi allo schiacciamento. L’area pericolosa deve essere delimitata e mantenuta libera.
Dopo l’aggancio, si mette lentamente in tensione l’imbracatura e si effettua un primo distacco minimo dal piano di appoggio, mantenendo gli operatori a distanza. Si verifica che il carico sia equilibrato, che le prese non scivolino e che tutti gli elementi rimangano nella posizione prevista. Se emergono anomalie, il carico va riappoggiato prima di correggere l’imbracatura.
Durante il trasporto vanno evitati strappi, accelerazioni brusche e tiri obliqui. Non si deve transitare o sostare sotto il carico né movimentarlo sopra persone. Le eventuali funi di guida si utilizzano da una posizione sicura, senza avvolgerle attorno al corpo e senza entrare tra il carico e un ostacolo. La perdita di comunicazione tra gli addetti impone l’arresto della manovra.
Al deposito, l’imbracatura si allenta solo dopo aver verificato che il carico sia stabilmente appoggiato. Gli accessori si rimuovono senza trascinarli con la gru da sotto il manufatto: questa manovra può danneggiarli o provocare uno spostamento improvviso del carico.
Gli errori ricorrenti nei materiali da cantiere
- Fasci di ferri, tubi o tavole: la legatura di confezionamento non è un punto di sollevamento. La presa deve impedire lo sfilamento dei singoli elementi; una semplice imbracatura a cesto non trattiene adeguatamente un fascio sciolto.
- Pallet: la presenza del bancale non garantisce il contenimento. Occorrono accessori adatti e sistemi che impediscano la caduta dei singoli pezzi, secondo le istruzioni del fabbricante.
- Cassette e piccoli materiali: devono essere impiegati contenitori idonei alla movimentazione. Le maniglie per il trasporto manuale non sono automaticamente punti di aggancio per la gru.
- Manufatti prefabbricati: inserti, golfari e dispositivi di presa devono essere quelli previsti per il manufatto, rispettando configurazione, resistenza del materiale e condizioni indicate dal produttore.
Formazione e coordinamento della squadra
Chi imbraca deve saper riconoscere i rischi e applicare concretamente la modalità di presa prevista. Chi manovra la gru deve ricevere segnali univoci. Prima dell’operazione vanno quindi individuati gli addetti, concordati i segnali e, se necessario, predisposti mezzi radio. Le indicazioni ordinarie di manovra devono provenire da un solo segnalatore designato; una segnalazione di emergenza richiede sempre l’arresto.
La formazione deve essere accompagnata dall’addestramento sulle attrezzature e sui carichi effettivamente utilizzati. L’abilitazione del gruista non dimostra, da sola, la competenza di chi esegue l’imbracatura. Il preposto deve vigilare sull’applicazione delle procedure e intervenire quando le condizioni non consentono una movimentazione sicura.
Elmetto, guanti, calzature e gli altri DPI previsti restano necessari. La prevenzione delle cadute del carico dipende soprattutto da presa, contenimento e separazione delle persone dalla zona pericolosa.
Il riferimento normativo italiano
Il D.Lgs. 81/2008 disciplina la scelta e l’uso sicuro delle attrezzature, i controlli e la preparazione dei lavoratori, in particolare agli artt. 71 e 73. L’Allegato VI, punto 3.1.6, richiede che gli accessori di sollevamento siano scelti considerando il carico, i punti di presa, il dispositivo di aggancio, le condizioni atmosferiche e la configurazione dell’imbracatura. Il punto 3.2.5 prevede che le operazioni di sollevamento siano pianificate, controllate ed eseguite correttamente per tutelare i lavoratori.
Nei cantieri la modalità concreta di esecuzione deve trovare riscontro nelle procedure dell’impresa e nel POS, con il coordinamento delle interferenze nel PSC quando previsto.
Prima di dare il comando di sollevamento
- Il peso e il baricentro del carico sono conosciuti?
- La gru è idonea nella configurazione e al raggio di lavoro previsti?
- Brache e collegamenti sono identificati, integri e adeguati alla configurazione di presa?
- Punti di aggancio, inclinazioni e protezioni degli spigoli sono verificati?
- Il carico e i suoi singoli elementi sono trattenuti contro caduta, scivolamento e ribaltamento?
- Percorso, area di deposito e zona pericolosa sono predisposti?
- Gli addetti conoscono i segnali, i rispettivi compiti e le condizioni di arresto?
Se una risposta rimane incerta, l’operazione va fermata finché il problema non è risolto. Per ZED PROGETTI, la verifica dell’imbracatura è parte integrante dell’organizzazione della sicurezza del cantiere.
Fonti
- Suva, Dieci regole vitali per l’imbracatura di carichi, codice 88801.i, edizione rivista luglio 2023, in particolare regole 1–9.
- Suva, Scegliere gli accessori di imbracatura adatti, codice 88802.i, documento allegato nella versione 2009.
- Scuola Edile Bresciana, Manuale della sicurezza per l’uso delle gru a torre, a cura di Giuliano Bianchini, sezioni sull’imbracatura e sugli accessori.
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e successive modifiche, artt. 71 e 73 e Allegato VI, punti 3.1.6 e 3.2.5.
Nota: Le pubblicazioni Suva costituiscono interessanti ed importanti riferimenti tecnici di prevenzione; le disposizioni svizzere riportate in esse non sono prescrizioni legislative italiane.
Arch. Anselmo Santilli – ZEDPROGETTI srl
A load can fall even when the crane is operating correctly and its weight is within the machine’s lifting capacity. A sling cut by a sharp edge, an unsuitable lifting point or a bundle of materials that slips can jeopardise the entire operation. The sling is the link through which the load is supported and controlled: its selection and correct use are essential to protect those working nearby. On a construction site, attaching a load to the crane hook may seem like a simple, repetitive task. In reality, it requires knowing the load, checking the accessories and organising the handling right through to the final storage point. Lifting safety depends on all these elements working together.

